Operazione Venezuela: 12 misure per il golpe
05 Maggio 2016

di Hector Bernardo*
da www.resistencia.cc
Traduzione di Marx21.it
Un agghiacciante documento del Comando Sud degli Stati Uniti rivela il
micidiale piano golpista del Pentagono per destabilizzare e rovesciare la
Rivoluzione Bolivariana
Recentemente è venuto alla luce un documento del Comando Sud degli Stati
Uniti intitolato “Venezuela Libertà 2 – Operazione” che propone 12 misure per
destabilizzare e provocare una brutta fine al governo del presidente Nicolás
Maduro.
Il rapporto, che è stato ripreso in vari mezzi di comunicazione, è firmato
dall'ammiraglio e attuale capo del Comando Sud, Kurt Tidd. Nel testo si propone
di provocare, mediante azioni violente, le condizioni che permettano di
ottenere la sostituzione del governo Maduro con un governo di transizione, una
coalizione composta da dirigenti dell'opposizione, leaders sindacali e le
onnipresenti ONG.
Il testo, che è stato reso pubblico dall'organizzazione venezuelana “Missione
Verità”, propone 12 misure che le forze speciali attuerebbero, insieme
all'opposizione riunita nel “Tavolo di Unità Democratica”, per rovesciare
Maduro.
Occorre ricordare che il programma strategico del Pentagono divide il
planisfero in 10 parti, e in ciascuna di esse gli Stati Uniti hanno un comando
militare per controllare l'area. All'interno di questa strategia, al Comando
Sud è assegnato il controllo dell'America Latina e dei Caraibi.
Si fa riferimento anche alla caduta internazionale del prezzo del petrolio che,
si assicura, obbligherà il governo di Maduro a sospendere i programmi sociali.
Il giornalista e analista politico Carlos Aznarez rileva che “il documento
trapelato ora è, apparentemente, la seconda parte di uno simile, elaborato dal
precedente capo del Comando Sud, John Kelly”.
E sottolinea: “In questo documento è chiaro che una parte di ciò che vi si dice
è già stata eseguita da qualche tempo nell'ambito della strategia di assedio e
rovesciamento del governo di Nicolás Maduro. Possiamo vedere i cinque punti
fondamentali, in cui emerge l'impiego di una strategia che possa giustificare
lo sviluppo di una politica ostile da parte dell'opposizione, l'isolamento
internazionale, il discredito del sistema democratico del governo venezuelano e
la creazione di un clima propizio all'applicazione della Carta Democratica
dell'OSA (Organizzazione degli Stati Americani). Tutto ciò è già in
corso e tende, almeno stando al documento, a fare in modo che gli sviluppi
abbiano caratteristiche violente”.
Aznarez fa risaltare il fatto che “ il tema della violenza è posto al di sopra
di qualsiasi altra possibile via d'uscita. Nel frattempo, l'opposizione sta
proponendo la possibilità di un referendum revocatorio e anche di dare impulso
all'applicazione della Carta Democratica dell'OSA, il che non potrà realizzarsi
dal momento che non esistono le condizioni, ma contemporaneamente sta già
promuovendo in questi giorni le “guarimbas”, come quelle che si verificarono
due anni fa e che provocarono 43 morti. Per questo è importantissimo tenere in
considerazione la proposta del presidente Nicolás Maduro, la necessità
dell'unità del popolo venezuelano e la mobilitazione permanente, per far capire
all'opposizione che il popolo non è disposto a cedere”.
Nel documento del Comando Sud si parla di un governo di transizione composto da
dirigenti dell'opposizione, leaders sindacali e le famose ONG, che sempre
pullulano da quelle parti. Stanno preparando l'uscita con la stessa idea del
2002, quando condussero il colpo di Stato contro Chávez”, conclude l'analista.
Tra i punti di questa prima fase ci sarebbero: “Mettere in evidenza il
carattere “autoritario” del governo di Maduro, provocare l'isolamento
internazionale e il discredito in quanto sistema democratico, generare un clima
propizio all'applicazione della Carta Democratica dell'OSA, mettere all'ordine
del giorno la premessa della crisi umanitaria che consenta l'intervento con l'appoggio
di organizzazioni multilaterali, compresa l'ONU”.
L'ammiraglio Kelly assicura: “il nostro tempestivo intervento ha permesso di
delineare il percorso per una rapida uscita di scena del regime, Tuttavia, si
invoca la via pacifica, legale ed elettorale, ed è cresciuta la convinzione che
è necessario premere con mobilitazioni di strada, cercando di paralizzare
importanti contingenti militari che hanno il compito di mantenere l'ordine
interno e la sicurezza del governo, situazione che diventerà insostenibile
nella misura in cui si innescheranno molteplici conflitti e pressioni di ogni
tipo. In questa prospettiva, propongo di esaminare alcune raccomandazioni per
la seconda fase dell'Operazione “Venezuela Libertà 2”.
Come sviluppo della fase 2, il testo propone: “una serie di raccomandazioni che
permettano un'efficace pianificazione del nostro intervento in Venezuela”. Tali
raccomandazioni sono:
1. Provocare un scenario di tensione che permetta di combinare azioni di strada
con l'impiego dosato della violenza armata.
2. Dal punto di vista dell' “accerchiamento e del soffocamento”,
utilizzare l'Assemblea Nazionale come artigli per ostacolare il governo:
convocare manifestazioni e mobilitazioni, sfidare i governanti, negare crediti,
revocare leggi.
3. Sul piano politico interno, insistere sul governo di transizione e sulle
misure da adottare dopo la caduta del regime, compresa la formazione di un
gabinetto di emergenza, che possa comprendere settori imprenditoriali, la
gerarchia ecclesiastica, sindacati, ONG, Università.
4. Per raggiungere la fase terminale, si prevede di dare impulso a un piano di
azione a breve termine (sei mesi con la chiusura della seconda fase per
luglio-agosto 2016), affilare gli artigli per soffocare e paralizzare,
impedendo che le forze chaviste possano ricomporsi e riorganizzarsi.
5. Mantenere la campagna aggressiva sul terreno propagandistico, fomentando un
clima di sfiducia, provocando paure, rendendo ingovernabile la situazione.
6. Dare particolare importanza allo sfruttamento di temi come la scarsità di
acqua, di alimenti e di elettricità.
7. Creare la convinzione che il Venezuela sta entrando in una fase di crisi
umanitaria per mancanza di alimenti, acqua e medicinali; è necessario
continuare a gestire lo scenario per cui il Venezuela è “vicina al collasso e
ad implodere” esigendo dalla comunità internazionale un intervento umanitario
per mantenere la pace e salvare vite.
8. Insistere sull'applicazione della Carta Democratica, come concordato con
Luís Almagro Lemes, segretario generale dell'OSA, e con gli ex presidenti,
sotto la direzione dell'ex segretario dell'OSA César Gaviria Trujillo (…) Qui
si rende importante il coordinamento tra gli organismi della Comunità di
Intelligence (IC) e altre agenzie come le organizzazioni non governative (ONG),
corporazioni private di comunicazione, come la SIP, e diversi mezzi privati
(TV, Stampa, Reti, circuiti radio).
9. Non si può lasciar da parte lo sforzo che abbiamo realizzato per collegare
il governo di Maduro alla corruzione e al riciclaggio di denaro (…) Con queste
coordinate, è necessario sviluppare campagne mediatiche con testimoni protetti
che collaborino all'attuazione del decreto del 9 marzo 2015.
10. In un altro contesto, dobbiamo prestare attenzione alla questione militare.
Tuttavia, fino ad ora ha avuto successo la campagna che abbiamo promosso per
scoraggiare e conquistare sostenitori in settori delle istituzioni (…)
Pertanto, dobbiamo sostenere il lavoro per indebolire la leadership e annullare
la sua capacità di comando.
11. E' necessario operare una simile lettura in relazione all'uso che il
governo farà delle cosiddette milizie e collettivi armati. La presenza di
questo personale combattente e fanatico nelle città privilegiate dal piano si
trasforma in ostacolo per le mobilitazioni di strada delle forze alleate e dei
gruppi oppositori, rappresentando pure un impedimento al controllo effettivo
degli impianti strategici. Di qui la richiesta della loro neutralizzazione
operativa in questa fase decisiva.
12. Gli addestramenti e le preparazioni alle operazioni degli ultimi mesi, con
la “Task Force Bravo” nella base di Palmerola, a Comayagua, in Honduras, la
“Joint Interagency Task Force South Jatfs”, permettono di porre tali componenti
in condizione di agire rapidamente in un arco geostrategico appoggiato sulle
basi militari di “controllo e monitoraggio” nelle isole delle Antille di Aruba
(Rainha Beatriz) e Curaçao (Hato Rey); in Arauca, Larandia, Tres Esquinas,
Puerto Leguízamo, Florencia e Leticia in Colombia; il tutto come Basi di
Operazioni Avanzate (FOL con proiezione sulla regione centrale del Venezuela,
dove si concentra il potere politico-militare).
Sotto questo aspetto dobbiamo conservare la sorveglianza elettronica su questa
zona di influenza, in particolare sulla costa atlantica, mantenendo le
incursioni degli RC-135 COMBAT equipaggiati con sistemi elettronici che hanno
permesso recentemente di raccogliere informazioni, intercettare e bloccare
comunicazioni, sia del governo che dei contingenti militari (vedere il relativo
rapporto confidenziale). Si deve dare anche l'OK al Primo Battaglione 228 del
Reggimento aereo, con i suoi 18 aerei ed elicotteri UH-60 Blackhawk e CH-47,
avvicinandoli al terreno, preferibilmente nelle installazioni di Hato Rey,
Curaçao. Abbiamo stabilito le linee guida e gli ordini vincolanti.
*Giornalista e analista politico argentino, collaboratore di Prensa
Latina